Non tutti sono d'accordo che il modo migliore per curare la miseria del mondo sia quello di raggiungere l'ennesimo "obiettivo globale" elaborato da economisti di organizzazioni finanziarie che hanno grosse responsabilità sullo stato dello sviluppo attuale. In questo blog, la schizofrenia di un gruppo ristretto di economisti dello sviluppo (e qualche cantante e attore famoso) viene messa in discussione.
La schizofrenia dei tecnocrati:
Stabiliamo per esempio che per risolvere i problemi della miseria del mondo sia sufficiente raggiungere gli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Questi obiettivi, approvati dall’Assemblea Generale delle NU del 2001, sostituiscono i precedenti tentativi di fornire degli obiettivi quantitativi di sviluppo da raggiungere entro un determinato tempo e con il fine di guidare le strategie internazionali per lo sviluppo.
Lo studio di Sanjay Reddy and Antoine Heut “Global Development Goals: The Folly of Technocratic Pretensions” (in ital. “Gli Obiettivi Globali di Sviluppo: la Follia della Pretesa Tecnocratica”), ricercatori rispettivamente presso la Columbia University e il Revenue Watch Institute di New York, mette in evidenza come gli approcci esistenti per identificare le migliori strategie per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio siano imprecisi a causa del fatto che si basano su assunti poco giustificabili e su una qualità di dati statistici molto bassa. In particolare, lo studio mette in evidenza i rischi che un tale approccio alle stime può avere nell’informare e modellare le relative azioni politiche (investimenti nello sviluppo dei paesi beneficiari).
Il costo per raggiungere gli obiettivi del millennio fu stimato da UNDP (l'Agenzia ONU per lo Sviluppo) sui 50 miliardi di $ all’anno (2002), come somma delle risorse necessarie a raggiungere i singoli obiettivi. La Banca Mondiale e l’UNDP successivamente hanno tentato di stimare questi costi con maggiore dettaglio: per l’Obiettivo 1 (riduzione della povertà e malnutrizione) tra i 54 e i 62 miliardi mentre gli altri obiettivi costerebbero tra i 35 e i 76 miliardi all’anno. Un altro rapporto per UNDP stima che per il primo obiettivo servono investimenti per almeno 76 miliardi di dollari (ben al di sopra delle stime precedenti. Ogni calcolo e’ stato fatto sulla base di studi e stime precedentemente pubblicati e nella maggior parte dei paesi non esistono dati in grado di giustificare queste stime.
Queste stime e le strategie che le accompagnano non prendono in considerazione i rischi che uno shock imprevisto può avere durante il periodo di applicazione di un determinate approccio.
I rischi di questi approcci sono notevoli nel processo di presa di decisioni su periodi di tempo lunghi e una revisione e aggiustamento periodici possono solo limitare i danni.
Pertanto e' alquanto strano che soluzioni a problemi complessi possano essere conosciute da un singolo gruppo di esperti tecnocrati. E che questo non aiuta certo il lavoro di identificare azioni e politiche rilevanti e applicabili. Queste soluzioni possono essere identificate solo da una esperienza di ferro che matura con l'esperienza sul campo e attraverso la raccolta di dati ed istanze di chi lavora in questo settore sul campo e non chiuso dentro gli uffici climatizzati delle Nazioni Unite.
Fonte: “Global Development Goals: The Folly of Technocratic Pretensions” p.22, Development Policy Review 26 (1), 2008: .
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